-Anche la nostra Bassa sarebbe molto più affascinante se il destreggiarsi tra le vicende umane dei suoi vari inquilini derivasse dalla liberalizzazione delle coscienze e dall’accantonamento delle conoscenze contro gli impulsi controproducenti di tutte le caste politichesi. L’unica verità attendibile è quella del Bene(comune)! Ma che cos’è il Bene?Di certo non è fiscale, dal momento che la matematica non ha un’opinione e noi non siamo dei numeri… Ed allora potete ritenere il dibattimento ufficialmente aperto!- Così improntò la sua lectio magistralis, COSCIENZA PRECARIA, al summit mantovano degli Obiettori Freelance nell’Abbazia del Polirone in San Benedetto Po.
Il fermento fu inevitabile! COSCIENZA godeva d’una invidiabile stima innata, ma anche mantenuta e rigenerata con meticolosità e circospezione locali. Esente da vincoli familiari, formidabile cultrice della crescita interpersonale e fautrice integerrima del rigor di logica, ella, auspicava una società dove le nuove “leve” non abbracciassero l’obiezione freelance per non doversi tagliare i capelli né tantomeno perché obbligate, ma semplicemente perché consapevoli e convinte della necessità di impegnarsi ed adoperarsi socialmente.
-Beati gli ignari- esclamò la BADESSA ADDOLORATA, anch’essa presente al dibattito serrato, la quale intervenne sul disagio spirituale corrente sottolineando che in talune circostanze, codesto disagio, può sembrare insormontabile se non viene perpetuato il sentimento dell’avvicendamento, dell’oggettivazione delle cose, nonché dell’agire immacolato.
-Beati gli utili- rintronò PAPELLO INDUSTRIALE! – Sospettosa, arcaica ed indisponente lavandaia dei nostri panni, inculcandoci il grosso delle tue beatitudini ci son rimaste solo le aspettative scritte in fronte. Gli errori, possibilmente, non s’han da ripetere, siam tutti concordi, ciò nonostante, perseverare è Vivere! – Replicò ancora.
-Il solito manierismo catto/cotto/libertino- ribadì la BADESSA su tutte le furie!
-Beati i coerenti!- sbottò COSCIENZA. –E’ molto più salutare, umanamente parlando, incentivare le persone a crederci di più che sottometterle al giogo altrui. Occorre ottenere un giusto equilibrio anima-mente-corpo. Soprattutto la cultura non può attendere perché l’intelligenza non và sprecata! Non conservatevi illetterati, non convertitevi per interposta persona, la familiarità col mondo organico deve essere precoce! Le prevaricazioni sono figlie del mercato(oramai saturo), i soprusi sono figli del capitalismo e gli abusi del consumismo. Tutti concorrono alla perpetrazione della medesima fine: sua maestà il LUCRO CLANDESTINO. L’unica realtà fattibile ed immaginabile, purché imperitura, prevede l’etica del ragionamento congiuntamente alla morale del compiacimento. Per giunta l’annichilimento del pensiero non gioverà all’esistenza terrestre. I postumi del disagio si paleseranno quanto prima!- continuò COSCIENZA in un tripudio generale di applausi senza precedenti.
-E’ solo un misero sogno- mormorò PAPELLO, poi se ne stette silente come era aduso a fare, demandando le interpretazioni al giorno venturo e poi l’indomani a data da destinarsi.
Decisamente attenta, in preda a prodigiosi flussi regolari, COSCIENZA, al di sopra di ogni facoltativo dispetto sottomesso al rispetto, soprassedute le contumelie inveterate e rivalutati i contatti agresti, si apprestò a licenziare gli astanti. Ma ecco comparire, all’improvviso, il faccendiere del portaborse del portavoce del sottosegretario del ministro senza portafoglio membro della corte del cattivo consiglio di sua maestà il LUCRO. Portava con sé le dichiarazioni del suo “superiore” relative alla declinazione dell’invito a presenziare. Quindi il lacchè drizzato lo sguardo estrapolò un cipiglio scarsamente accattivante e dichiarò: -era ragionevole che io non ci fossi, i segnali c’erano tutti, dai più realistici e corporativi a quelli di soprassalto. Quel giorno interdetto- si riferiva al simposio precedente- mi garbò assai poco la parodia del costume gentilizio, del non prendere per colato tutto quello che vi viene propinato. D’altronde non è indispensabile ricucire gli strappi e restituire i diritti.. Giammai vi maledirò ma mi limiterò a ricordarvi di non scordarvi mai del sostentamento usufruito. Scartati gli equivoci determinati o scaturiti, l’arrabattarsi del presente dovrà divenire ad uso e consumo dei posteri. I miraggi ultraterreni probabilmente sono confortanti e condividibili, tuttavia, fomentano la prospettiva di chi si vanta delle cose da fare, mentre io, modestamente, preferisco vantarmi di quelle già fatte.- Il faccendiere concluse così l’inviata declamazione e per ovvie ragioni vi risparmierò i commenti dell’assemblea.
Il comizio terminò con l’annunciazione, da parte di COSCIENZA PRECARIA, della nascita della “FONDAZIONE MANTOVANA COSCIENZA ILLIMITATA” aperta a tutte le persone fisiche di buona volontà nate in Italia. A seguire, per tutti, vennero servite nel chiostro dell’Abbazia specialità mantovane a base di Grana e Bevr’in Vin!